Attività
Seminari “Crespi oggi: il punto di vista degli abitanti e il punto di vista dei visitatori”

Crespi oggi
La percezione della qualità della vita nel Villaggio di Crespi: una indagine che promuove la cooperazione tra comunità locale e istituzioni, realizzata dall’Università degli Studi di Bergamo – Corso di Laurea Specilistica in “Progettazione e mediazione dei sistemi turistici” in collaborazione con l’Associazione Villaggio Crespi e il Comitato per il Decennale Unesco.

Una serata dedicata a presentare i risultati del lavoro di ricerca condotto dall’Università degli Studi di Bergamo. L’iniziativa, tenutasi presso il Teatro “Silvio Benigno Crespi” a Crespi d’Adda, è stata organizzata dalla Associazione Culturale Villaggio Crespi in collaborazione con il Comitato per il Decennale Unesco e ha rappresentato un’ulteriore occasione di riflessione e confronto tra tutti coloro che tengono alla salvaguardia del Villaggio Crespi e della sua comunità.

LA STORIA

Il programma

Marco e Anna Pedroncelli, membri dell’Associazione Culturale Villaggio Crespi e Don Luigi Cortesi, parroco e stimato storico, hanno discusso con la prof.ssa Rossana Bonadei e il prof. Lorenzo Canova per ipotizzare un comune percorso di ricerca e di approfondimento sul contesto crespese. L’incontro con l’Università ha portato alla costituzione del Comitato per il Decennale Unesco che ha permesso di formalizzare la collaborazione tra la comunità delle realtà associative di Crespi e la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Corso di Laurea Specialistico in “Progettazione e gestione dei sistemi turistici locali”. Definita la forma, che in casi come questi è anche sostanza, è stato predisposto un programma condiviso di attività. Per la prima volta cittadini e studiosi hanno ragionato tenendo conto gli uni delle esigenze degli altri. Da un lato per i crespesi il bisogno di conoscere attraverso dati certi la percezione della qualità della vita e l’evoluzione del capitale fisico del Villaggio Crespi (abitazioni, luoghi collettivi, fabbrica, etc.) e, dall’altro per l’Università l’esigenza di avviare dei percorsi didattici auspicati dalla Riforma Universitaria. Così nel 2005 è stato realizzato il laboratorio “Comunità e sviluppo locale. Mettere a tema il turismo culturale – il caso di Crespi d’Adda” che si è tenuto nel teatro “Silvio Benigno Crespi”; è stata la prima volta che il teatrino ha svolto una funzione di servizio per la didattica universitaria e di conoscenza per la comunità. Le lezioni erano aperte al pubblico e sono state seguite con attenzione.

Il programma

L’incontro tra crespesi, docenti e studenti si è consolidato nel corso delle attività di ricerca e ha portato i giovani studiosi ad entrare nelle case per intervistare e conoscere da vicino la realtà quotidiana dei residenti. Si è sviluppato nel tempo un rapporto umano e di reciproca fiducia così, la ricerca è continuata coinvolgendo anche studenti dell’Università Statale di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia. In questo percorso è stato via, via, coinvolta l’Amministrazione Locale che ha dimostrato vivo interesse partecipando ai momenti di incontro e di dibattito aperti al pubblico, e direttamente nella didattica del laboratorio dove è stato illustrato il Piano Particolareggiato. Quello descritto è un normale, ancorché raro rapporto di cooperazione tra istituzioni e società, caratterizzata, in primo luogo, dal desiderio di conoscere, di capire e di apprendere un metodo di lavoro.

IL LAVORO DI RICERCA
L’approccio metodologico e le attività di indagine si distinguono infatti per le modalità con cui sono state condotte. La ricerca sulla qualità della vita è stata realizzata attraverso un questionario dapprima discusso con i membri del Comitato che hanno contribuito a renderlo più coerente con le caratteristiche della realtà locale ed infine illustrato all’Amministrazione Comunale. Il responsabile della ricerca dell’Università di Bergamo, il prof. Canova, ha chiarito da subito che oggetto dell’indagine è la percezione della qualità della vita di chi vive a Crespi cioè delle generazioni che a Crespi hanno lavorato e vissuto e delle generazioni che vi sono giunte successivamente, a partire dagli anni ’70.

La percezione della propria condizione rispetto alla dimensione dell’abitare, della qualità urbana e ambientale, dei servizi locali, della socialità, della sicurezza e della mobilità. Il questionario ha indagato inoltre le opinioni sull’inserimento di Crespi nella World Heritage List (Lista patrimonio Mondiale) e sulla percezione dell’impatto di chi visita il Villaggio. Da questo punto di vista nulla a che vedere con le ricerche che assegnano voti e punteggi alle città e che generano graduatorie tra comuni. Spesso quando un sito assume un valore storico l’interesse è prevalentemente mirato ai luoghi, ai manufatti, ai simboli e raramente a chi in quel luogo vive e lavora. Crespi d’Adda però accanto all’unicità storica riconosciuta dall’Unesco conserva la presenza viva dei residenti che di quella unicità sono i primi testimoni e custodi. Proprio la lettura aggiornata di questa dimensione sociale è ciò che spesso manca nelle “narrazioni” su Crespi. L’indagine ha inteso dare voce a chi Crespi vive e lo ha fatto utilizzando metodologie dalle scienze sociali. Duecento i questionari raccolti, un campione rappresentativo della comunità crespese individuato sulla base della classe d’età degli intervistati.

Dall’analisi dei questionari emergono livelli di soddisfazione rispetto alle singole componenti della qualità della vita che saranno presentati nell’ambito di una serata pubblica organizzata dall’Associazione Culturale Villaggio Crespi in collaborazione con il Comitato e la partecipazione dell’Università di Bergamo e dell’Amministrazione locale. La ricerca sulla percezione della qualità della vita si inserisce in un piano di attività più ampio che si compone di altre due indagini: la ricostruzione e mappatura, in chiave storica, della funzione delle singole componenti del capitale fisico (quindi edifici e in particolare: abitazioni, luoghi collettivi, opificio, etc.) e del capitale naturale (aree boschive, agricole, di arredo, etc.) e l’analisi della domanda turistica (profilo, comportamenti e motivazioni dei visitatori domenicali). Il responsabile delle indagini è il prof. Canova e il coordinamento delle attività è curato da alcuni membri dell’Associazione Villaggio Crespi, la cui sede “Villaggio Crespi & Cultura” unitamente alla Sala Magli della Parrocchia sono stati luoghi importanti per lo svolgimento dei lavori a Crespi. Gli elementi conoscitivi emersi dalle indagini saranno contenuti in una pubblicazione scientifica curata dall’Università degli Studi di Bergamo e costituirà la testimonianza concreta del processo condiviso comunemente. La pubblicazione, disponibile anche per le istituzioni locali e le realtà associative rappresenterà infine, il primo tassello utile ad alimentare il lavoro di predisposizione del Piano di Gestione previsto dalla Commissione Unesco per i Siti inseriti nella WHL al fine di conservarli e valorizzarli. La conclusione di questa prima fase di attività restituisce un insegnamento importante: ragionare su possibili scenari di sviluppo non è un sogno, si può fare, ma richiede impegno, volontà a cooperare, senso di responsabilità e metodo. Si, metodo e strumenti di conoscenza perché aiutano a ragionare di contenuti e a recuperare ragionevolezza e buon senso. Due caratteristiche queste ultime, utili a restituire fiducia a coloro che, per amore del proprio luogo decidono di cooperare per un fine più generale che non può e non deve essere frainteso.